Abril 24, 2022
Do Passa Palavra
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di João Bernardo

Ho recentemente pubblicato qui “De Profundis: Otto tesi sul fallimento della sinistra“, cercando di mostrare come la deriva, dalla lotta di classe alla geopolitica, abbia portato gran parte dell’estrema sinistra – o quella che, in mancanza di un altro nome, continuiamo a chiamare così – a schierarsi e ad appoggiare l’invasione dell’Ucraina da parte delle armate di Putin. «Dopo la seconda guerra mondiale, la sinistra ha finito per abbracciare la premessa fondamentale del fascismo», sottolineavo nella seconda di queste Tesi, da dove si evince come questi individui stanno plaudendo all’espansione imperialista del regime presieduto da Putin, nel quale predomina il fascismo. Nella terza versione del mio “Labirinti del fascismo“, diffusa nel 2018, ho scritto che «se ci ricordiamo dell’ideale di comunismo che lo ha fatto nascere e che gli è servito da legittimazione, vediamo come il più grande fallimento del sistema sovietico, a coronamento di tutta una serie di altri fallimenti, è stato quello di aver generato una società dove i fascismi classici – e persino il razzismo di ispirazione nazionalsocialista, anche privo di legami diretti con il passato – trovano le condizioni per poter riaffiorare e prosperare. In effetti, il ragionamento dovrebbe probabilmente essere diverso, e potremmo forse usare la diffusione del fascismo e dell’estrema destra nazionalista nella Russia attuale, come criterio per rivalutare le tendenze evolutive del regime sovietico». Con una piccola modifica, ho mantenuto questa formulazione nella quarta versione dell’opera, che verrà presto pubblicata da una casa editrice di San Paulo. Continuo a pensarla così. Cercando di mantenere una certa lucidità anche nel bel mezzo del disastro, ho cercato di far vedere in che modo l’impegno nella geopolitica spinga una parte considerevole dell’estrema sinistra a simpatizzare con l’attuale regime russo, direttamente ispirato al fascismo. È vero che in Ucraina esistono organizzazioni fasciste, così come in tutto il mondo, ma la loro espressione elettorale non è per niente significativa. L’altro giorno, l’ex primo ministro ed ex presidente della Federazione Russa, ora vicepresidente del Consiglio di Sicurezza, Dmitry Medvedev, ha sottolineato come il progetto di Putin consista nel «creare un’Eurasia aperta – da Lisbona a Vladivostok». Forse ben presto Putin vorrà invadere il Portogallo, un paese in cui i fascisti di Chega occupano il terzo seggio in parlamento, con il 7,18% dei voti, cosa che non senbra succedere con i fascisti dell’Ucraina. Ma queste mie “Otto Tesi” sono state pubblicate l’8 marzo, più di un mese fa, e durante tutto questo periodo l’operazione militare russa non ha raggiunto uno solo degli obiettivi che si era prefissata inizialmente, senza che, però, questo campo di estrema sinistra abbia smesso di applaudire l’invasione. Al contrario, in molti casi gli applausi sono diventati anche più fragorosi.

– 1 –  Putin ha dichiarato che l’Ucraina è intenzionata a unirsi alla NATO, cosa che per la Russia rappresenterebbe un rischio enorme, data la possibilità di installare armi atomiche proprio ai suoi confini. Ma al di là del fatto che il desiderio del governo ucraino di essere accettato nella NATO ha solo scopi propagandistici, soprattutto interni, dobbiamo logicamente dedurre che per l’Ucraina e altri paesi europei, confinare con la grande potenza militare russa, che ha un gigantesco arsenale di armi atomiche, costituisce un pericolo anche maggiore.
– 2 – Putin ha annunciato di voler smilitarizzare l’Ucraina, ma è proprio la guerra stessa a rendere quel paese sempre più militarizzato, ricevendo un sostegno – in armi, munizioni e altro materiale bellico – che non avrebbe mai ottenuto se non fosse stato per l’invasione russa.
– 3 – Putin pretendeva di far retrocedere la Nato, ma conseguentemente alla guerra quell’alleanza – che era quasi moribonda a causa del declino economico e politico degli Stati Uniti, dell’isolazionismo dell’amministrazione Trump e delle proposte all’interno dell’Unione Europea di creare un esercito europeo – è riemersa. A completare il fiasco russo, Finlandia e Svezia, paesi tradizionalmente neutrali, hanno annunciato la possibilità di entrare nella NATO, che si è mostrata disposta ad accogliere questi nuovi membri.
– 4 – Per anni, con insistenza, Putin ha cercato di minare l’Unione europea, e a tal fine ha dato sostegno politico o finanziario a quei partiti europei che difendono la sovranità nazionale, sia a destra che a sinistra dello spettro politico, compresi i movimenti fascisti. Ora, di fronte all’invasione dell’Ucraina, l’Unione europea ha mostrato un grado di unità che non si vedeva da molto tempo. Un esempio eloquente è il gruppo di Visegrád, che riunisce i quattro paesi più euroscettici, e dei quali ne è rimasto ormai solo uno a sostenere Putin (l’Ungheria), mentre gli altri tre (Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia) sono ora in prima fila nell’ostilità al regime russo.
– 5 – Putin ha dichiarato che gli ucraini e i russi sono il medesimo popolo, e che condividono la stessa cultura, per cui era quindi indispensabile unirli alla Grande Russia. Ma dopo questa invasione, e per molte generazioni, gli ucraini percepiranno un abisso che li separa dalla Russia, e l’espansionismo di Putin a questo punto avrà creato una profonda inimicizia tra i due popoli.
– 6 – Putin ha affermato che durante la guerra mondiale molti ucraini hanno sostenuto l’occupazione dei territori sovietici da parte del Terzo Reich. Ma i nazionalsocialisti consideravano gli ucraini degli “Untermenschen“, subumani, uguali ai russi, e per questo la Wehrmacht non beneficiò di un sostegno che molti ucraini avrebbero certamente voluto dare (essendo stati vittime del modo in cui Stalin aveva condotto la collettivizzazione dell’agricoltura). Nel luglio 1942, Hitler insistette espressamente affinché l’istruzione ucraina fosse ridotta al minimo, che non venissero apportate migliorie alle città, che i servizi medici e sanitari fossero strettamente limitati, e che ai cittadini del Reich fosse vietato vivere nelle campagne ucraine. In questo modo, una gran parte della popolazione istruita venne sterminata, il sistema educativo fu ridotto a un livello elementare, le condizioni di sussistenza degli ucraini vennero deteriorate in maniera artificiale a un grado incredibile, e centinaia di migliaia di loro vennero deportati nel Reich per lavorare come schiavi. La spietata politica razziale perseguita da Hitler e Himmler fece sì che gli eserciti del Reich non avessero alcun sostegno della popolazione dei territori slavi occupati. In questo contesto, vale la pena ricordare che le autorità nazionalsocialiste mandarono in un campo di concentramento il nazionalista ucraino Stepan Bandera, il quale voleva sostenere il Reich nella guerra contro i sovietici in cambio dell’indipendenza del suo paese, e che nel novembre 1941 arrestarono gli altri leader di questo movimento, che da allora in poi agì senza il sostegno ufficiale del Reich. Solo nell’autunno del 1944 – quando l’Ucraina era già stata oramai liberata dall’Armata Rossa – Bandera e gli altri leader vennero rilasciati, e fu così permesso loro di continuare la lotta per l’indipendenza. L’unica eccezione è stata la Galizia ucraina, una provincia con delle tradizioni militari nell’Impero Asburgico; e che sia Himmler che Bormann consideravano i suoi abitanti etnicamente distinti dal resto della popolazione ucraina. Fu in Galizia, e solo lì, che le SS reclutarono gli ucraini, ma degli ottanta duemila uomini che si presentarono, solo 1/3 venne accettato e ancora meno furono chiamati al servizio militare. Per inciso, sembra che in Galizia siano stati concessi istituti di istruzione superiore e una rudimentale struttura politica
– 7 – Putin ha dichiarato che libererà gli ucraini da una presunta egemonia esercitata dai neonazisti, confidando, per tale compito, sull’aiuto dell’eterno presidente della Bielorussia, Alexandr Lukachenka, quello stesso che nel 1995 aveva rivelato pubblicamente la sua ammirazione per Hitler, e che avvalendosi anche della milizia Wagner, fondata da Dmitry Utkin, un ex militare russo che si è adornato di tatuaggi nazisti, i quali si vedono in una nota fotografia accanto a Putin  in un evento al Cremlino nel dicembre 2016. Ma La cosa certa è che più di 1/4 della popolazione ucraina è fuggita dai liberatori, mentre il resto ha preso le armi in massa per resistere all’invasione. In breve, Putin e i suoi generali avevano pianificato una campagna rapida nella quale gli eserciti avrebbero avanzato tra le ovazioni della popolazione, ma tutto quello che hanno fatto e che annunciano di voler fare è il massacro e la distruzione. Come è possibile plaudire a tutto questo; non dico in nome dei valori che dovrebbero essere quelli di un’estrema sinistra, ma solo nei termini della semplice intelligenza?

João Bernardo – Pubblicato il 12/04/2022 su Passa Palavra

Publicado em italiano no site BlackBlog francosenia, aqui.




Fonte: Passapalavra.info